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Il Registro ISTAT delle Istituzioni Non Profit pubblica i dati 2024 su numero, distribuzione territoriale e caratteristiche strutturali degli enti attivi. Angolo: quante di queste realtà operano in cultura, spettacolo e istruzione; cosa significa per le associazioni culturali (come le Aps che gestiscono beni in comodato) in termini di peso economico e occupazionale reale, e perché i bandi pubblici per il terzo settore si dimensionano su questi numeri. Utile per rispondere alle domande su come cercare bandi per ETS. Documento atteso: Comunicato e dati del Registro delle Istituzioni Non Profit – Anno 2024 diffusi da ISTAT (istat.it), con tabelle su settore di attività prevalente e ripartizione geografica
Il Registro ISTAT delle Istituzioni Non Profit pubblica i dati 2024 su numero, distribuzione territoriale e caratteristiche strutturali degli enti attivi. Angolo: quante di queste realtà operano in cultura, spettacolo e istruzione; cosa significa per le associazioni culturali (come le Aps che gestiscono beni in comodato) in termini di peso economico e occupazionale reale, e perché i bandi pubblici per il terzo settore si dimensionano su questi numeri. Utile per rispondere alle domande su come cercare bandi per ETS. Documento atteso: Comunicato e dati del Registro delle Istituzioni Non Profit – Anno 2024 diffusi da ISTAT (istat.it), con tabelle su settore di attività prevalente e ripartizione geografica
ISTAT ha aggiornato il Registro delle Istituzioni Non Profit. Leggendo le tavole: il sotto-settore Attività culturali e artistiche vale 55.332 istituzioni con 22.129 dipendenti e 743.325 volontari. Tradotto: oltre trenta volontari per ogni lavoratore retribuito. Il comparto allargato Cultura, sport e ricreazione pesa ancora di più — 227.452 enti e 2.485.392 volontari. La lettura per chi fa fundraising o cerca bandi: il dimensionamento dei finanziamenti pubblici ragiona su questi numeri. Una call per ETS culturali non nasce dal nulla, parte dalla fotografia che il Ministero e le Regioni hanno in mano. E in autunno, con i bandi FUS in chiusura, vale la pena rileggersi le tavole prima di scrivere un progetto. Non è garantito che ci sia un bando adatto. Ma partire dai dati giusti evita di mandare candidature fuori scala.
Fonti: [ISTAT] Il sotto-settore “Attività culturali e artistiche” comprende 55.332 istituzioni, 22.129 dipendenti e 743.325 volontari. Il dato proviene dalla tavola ISTAT relativa al Registro delle Istituzioni non profit, distinta per sotto-settore di attività prevalente. · [ISTAT] Il comparto aggregato “Cultura, sport e ricreazione” comprende 227.452 istituzioni, 52.740 dipendenti e 2.485.392 volontari. I dati sono riportati nella tavola ISTAT del Registro delle Istituzioni non profit.
Approfondisci →La call 2026-2027 chiude il 30 aprile 2027, ma ci sono selezioni mensili: la prima utile è il 31 ottobre 2026. Per partire subito, servono tre documenti chiave: il call document ufficiale, il template di candidatura e le FAQ, tutti scaricabili dal portale Cultura della Commissione europea. La domanda va presentata sul Goethe-Application Portal registrandosi come 'Individual', anche per progetti di gruppo. Il modulo richiede cinque PDF, tra cui la lettera d'invito del partner internazionale. Il testo va compilato in inglese — in pratica, puoi usare un traduttore online senza essere penalizzato. Non serve esperienza minima: bastano 18 anni e residenza in un Paese Europa Creativa. Salva la bozza, non inviarla subito.
Fonti: Commissione europea · Commissione europea · Commissione europea
La prima istruttoria del bando Staff House Titolo II (decreto n. 48 del 31 luglio 2026) ha esaminato 102 domande: 32 assegnatarie, 21 non ammesse, 17 in approfondimento, 32 sospese per esaurimento risorse. La maggior parte è rimasta fuori. Non è sfortuna: è come si scrive la domanda. La differenza tra "ammesso" e "non ammesso" non sta quasi mai nella qualità del progetto, ma nella coerenza tra budget dichiarato, tempi di spesa e documentazione catastale. Chi gestisce strutture in borghi storici spesso allega planimetrie non aggiornate o stima i costi senza computo metrico. In pratica, il Ministero non valuta il sogno, valuta la carta. Un piano economico-finanziario dettagliato fino al centesimo batte una descrizione poetica del recupero. Non è garantito, ma il pattern è chiaro.
Fonti: Ministero del Turismo
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